YAMATO: LA PIU' GRANDE CORAZZATA DI TUTTI I TEMPI
di Marcello Gentili

 

Cos'è una corazzata

Durante il XX secolo si è assistito alla nascita, all’ascesa a capital ship e alla morte della corazzata, soppiantata dal sottomarino e dalla portaerei. Questo è avvenuto per il mutare delle tattiche navali e del progresso tecnologico.

La corazzata nasce nei primi del secolo quale nave più pesantemente corazzata e armate di tutte le altre. Questo perché si è riuscito a imbarcare cannoni sempre più grossi su navi sempre più grandi e sempre meglio protette. Infatti il vero punto fermo di una buona nave da battaglia era l’armamento. Le tattiche navali si basavano ancora sulla potenza dei cannoni e la corazzata ne rappresenta l’apice di questa teoria. Infatti durante la WWII si poté assistere al varo delle più grandi navi da battaglia mai costruite, tra cui la più grande di tutte, la giapponese Yamato.

Ma in definitiva la corazzata non è nient’altro che una nave di straordinarie dimensioni, pesantemente corazzata e con un formidabile armamento in grado di colpire qualunque nemico, aereo, terrestre o marino che fosse.

Per quanto riguarda le dimensioni queste sono grandi perché tutto è grande in una corazzata: dai cannoni all’apparato motore, ai torrioni fino alle ancore. Tutto qui.

La corazzatura è semplicemente quella che deve proteggere la nave dai colpi nemici e consentire quindi alla nave di non affondare.

L’armamento era vario, adatto ad ogni bersaglio: principale e secondario per nemici marini o terrestri; contraereo, per nemici del cielo; anti-sommergibile per la lotta contro i nemici degli abissi.

Quello principale erano le tre, quattro torrette che ospitavano i cannoni di calibro maggiore. Questi variavano dai 356 mm della King George V, ai 381 mm della Bismark fino ai 460 mm della Yamato. A queste possenti armi era affidato il compito di colpire e distruggere altre navi od obiettivi sulla terraferma situati a grande distanza, nell’ordine dei 35-40 Km.

L’armamento secondario era costituito da cannoni di calibro minore per il tiro ravvicinato.

L’armamento antiaereo - AA - era cannoni e mitragliere atti al tiro contraereo.

L’armamento anti-sommergibile, anti-som, erano le bombe di profondità. Barili di esplosivo che detonavano ad una certa profondità e che facevano in pezzi i mezzi subacquei.

Un cenno merita il perché della “morte” di questo tipo di nave. Si è riscontrato che una portaerei o un sommergibile possono mettere fuori combattimento un gigante come questo abbastanza facilmente. Questo perché i grandi cannoni, l’armamento principale di una corazzata, nulla possono contro gli aerei o i sommergibili/sottomarini. E la riprova di tutto questo è l’affondamento della imponente Yamato, ad opera di 22 bombe d’aereo e 11 siluri.

La Yamato e la Musashi, corazzate gemelle.

 

Breve storia della nave

Subito dopo il primo conflitto mondiale, dopo le turbolenze politiche venutesi a creare, il mondo vide la corsa agli armamenti degli Stati Uniti, Giappone e Gran Bretagna. Il Giappone aveva una consolidata tradizione navale, com'è ovvio che sia per una nazione-isola. Era la Gran Bretagna d'Oriente. Negli anni ‘30 il governo denunciò i trattati di Londra e di Washington che tenevano "imbrigliate" le grandi potenze mondiali circa gli armamenti e decise un potenziamento considerevole della flotta. Le classi Ise, Kongo e Nagato per gli incrociatori e Tosa per le corazzate ne sono esempi. Ma la punta di diamante di questa imponente flotta che l'impero del Sol Levante stava creando sarebbe dovuta essere una super-squadra da battaglia composta da cinque corazzate, le più grandi che il mondo avesse mai visto. Era questa la classe Yamato, chiamata così in onore dell'ammiraglio Yamamoto, comandante in capo delle forze giapponesi. La Yamato e la Musashi entrarono in servizio. La Shinano e la N. 111 non furono mai completate. La quinta, la N. 797, non fu mai neanche impostata. Con questa imponente flotta, però, con solo due delle cinque super-corazzate il Giappone entrò in guerra. Con dislocamenti che andavano fino alle 72.800 tonnellate della Yamato, il Giappone aveva probabilmente la migliore marina - in termini di mezzi - del mondo.

La nave nel dettaglio

Le navi della classe Yamato sono navi da primato, sotto molti aspetti. Gli ingegneri giapponesi crearono un gioiello perché per quanto mastodontica fosse, questa nave conservava velocità, resistenza strutturale e anche una buona linearità estetica. Soprattutto la resistenza strutturale è impressionante. Infatti la nave doveva reggere i colpi non solo degli avversari ma anche i contraccolpi dei propri cannoni. E quando a sparare sono dei 460 mm, la nave deve essere molto, molto solida. Perché altrimenti dopo qualche colpo la struttura non resiste e va in pezzi. E la nave con essa.

Il primo primato della grande Yamato era sicuramente l'armamento, principale e non. Il principale sono i famosi cannoni da 460, i più grandi mai imbarcati su una nave da guerra. Basta dare qualche dato per rendersi meglio conto di cosa parliamo. Solo la canna pesava 181.5 tonnellate, mentre un proiettile ne pesava quasi una (993 Kg). L'intera torretta, composta da tre cannoni, pesava circa 800 tonnellate. Potevano sparare un colpo al minuto che, con un'inclinazione di 45° raggiungevano la bellezza di 41.400 m. La gittata era un altro primato di questa nave. Bastava un colpo ben assestato di uno di questi mostri per affondare qualunque nave, corazzata, incrociatore o torpediniera che fosse.

I giganteschi cannoni da 460 mm della Yamato.

Ma anche l'armamento secondario non era da meno. Montava 6 cannoni da 155 mm per il tiro di superficie, 24 da 127 antiaerei, 150 mitragliere da 25 mm anch'esse AA. Era coperta molto bene da qualunque attacco aereo. Portava inoltre sei aerei da ricognizione, lanciati da due catapulte idrauliche.

Anche le misure erano da record. La Yamato era lunga - fuori tutto - 263 m e larga 38.9 m. Ma la misura più impressionante è il peso: 72.800 tonnellate a pieno carico. Di questo, le percentuali degli esponenti di carico erano così ripartite:

Scafo                  31%

Corazzatura       39%

Armamento     19.5%

Apparato motore 7%

Altri pesi            3.5%

Nonostante l'enorme mole, la Yamato raggiungeva i 27 nodi, una velocità di tutto rispetto per una nave di queste dimensioni. Questo grazie all'apparato motore composto da 12 caldaie e 4 gruppi turboriduttori che sviluppava 150.000 CV. Il merito dell'elevata velocità non è però solo del gruppo motore, ma anche dell'ottimo disegno dello scafo, specie nella parte prodiera a forma di bulbo abbastanza ben avviato.

Un altro aspetto da guinness di queste navi era la corazzatura. Qualche dato. Lo scafo era protetto da uno strato di 300 mm di spessore medio, che arrivava a 410 mm alla cintura, inclinato di 20°. Questo espediente dell'inclinatura delle piastre serviva ad aumentare la resistenza ai colpi nemici. Il massimo dello spessore lo si raggiungeva nelle torri: 650 mm. Per quanto concerne la protezione subacquea, oltre alle normali controcarene, vi erano 1.100 compartimenti stagni. Sembravano, insomma, inaffondabili.

 

Yamato

La prima battaglia che vide fu quella nel Mar delle Filippine. Nell'Ottobre successivo fu nelle acque di Leyte per attaccare le forze navali statunitensi impegnate negli sbarchi. Quando gli americani assaltarono l'isola di Okinawa nell'Aprile del 1945, la Yamato fu mandata in una missione suicida, tanto che aveva carburante solo per l'andata. Venne scoperta ed attaccata dalle forze americane. Fu centrata da una dozzina di siluri, sette bombe di grosso calibro e molte altre da 250 Kg. Fu poi colpita da una bomba di grosso calibro sul cielo di una torretta da 155. La bomba andò ad esplodere in un deposito munizioni con effetti disastrosi. Dopo di che la grande corazzata si inabissò.

Musashi

La prima operazione fu la battaglia nel Mar delle Filippine, nel Giugno del '44. Fu poi presente nel golfo di Leyte per poi essere mandata nel Mare di Sibuyan. Qui affondò, ma solo dopo aver resistito a 17 bombe e 20 siluri. Un ultimo record per queste possenti quanto sfortunate navi.

 

Grandi quanto inutili

Furono sicuramente le migliori unità navali della WWII, dal punto di vista tecnico, sulla carta. Ma nella realtà dei fatti gli enormi cannoni delle Yamato nulla poterono contro gli aerei ed i sommergibili americani. Con la Yamato e la Musashi affondò anche il concetto stesso di corazzata. Ed infatti la nave di punta delle marine divenne la portaerei e l'arma più temibile il sottomarino. Ma malgrado questo quando si parlerà di corazzate si rievocherà sempre la memoria di queste regine dei mari, meraviglie della tecnica, dell'ingegneria e del maligno ingegno umano.

Marcello Gentili